Codice di Hammurabi
La "Legge" nel 1760 a.C. a Babilonia
Sappiamo che il nostro diritto affonda le radici nel diritto romano e nel Corpus iuris civilis di Giustiniano, pilastro del pensiero giuridico occidentale. Ma uno sguardo meno eurocentrico rivela che già nel 1760 a.C. il re Hammurabi di Babilonia fece incidere su una stele di diorite ben 282 articoli del suo celebre Codice. Nel prologo, il sovrano rivendica la propria investitura divina; seguono norme su costituzione, proprietà, obbligazioni, matrimonio, successioni, diritto penale, locazioni, bestiame e schiavitù. L’epilogo ribadisce l’origine sacra delle leggi, affidate dagli dei ad Hammurabi per “distruggere le forze del male, affinché il potente non opprimesse il debole”. La stele, perfettamente leggibile, è scritta in caratteri cuneiformi nella lingua accadica, usata in Mesopotamia. Il cuneiforme, nato presso i Sumeri tra il 3300 e il 3200 a.C. — gli stessi che crearono le prime città-stato e inventarono la misura del tempo e la ruota — fu adottato da molti popoli dell’Asia centrale: Accadi, Assiri, Babilonesi, Eblaiti, Ittiti, Elamiti, Luvii. Popoli spesso lontani e non sempre in pace, ma accomunati da una stessa scrittura. Un pensiero sorge spontaneo: forse nel 1760 a.C. erano più uniti nella comunicazione di quanto lo siamo noi oggi.
Il Codice di Hammurabi è conservato al Louvre di Parigi; una copia si trova al Pergamonmuseum di Berlino.
12-07-2025 - design-art-trends - S. C.
La "Legge" nel 1760 a.C. a Babilonia
Sappiamo che il nostro diritto affonda le radici nel diritto romano e nel Corpus iuris civilis di Giustiniano, pilastro del pensiero giuridico occidentale. Ma uno sguardo meno eurocentrico rivela che già nel 1760 a.C. il re Hammurabi di Babilonia fece incidere su una stele di diorite ben 282 articoli del suo celebre Codice. Nel prologo, il sovrano rivendica la propria investitura divina; seguono norme su costituzione, proprietà, obbligazioni, matrimonio, successioni, diritto penale, locazioni, bestiame e schiavitù. L’epilogo ribadisce l’origine sacra delle leggi, affidate dagli dei ad Hammurabi per “distruggere le forze del male, affinché il potente non opprimesse il debole”. La stele, perfettamente leggibile, è scritta in caratteri cuneiformi nella lingua accadica, usata in Mesopotamia. Il cuneiforme, nato presso i Sumeri tra il 3300 e il 3200 a.C. — gli stessi che crearono le prime città-stato e inventarono la misura del tempo e la ruota — fu adottato da molti popoli dell’Asia centrale: Accadi, Assiri, Babilonesi, Eblaiti, Ittiti, Elamiti, Luvii. Popoli spesso lontani e non sempre in pace, ma accomunati da una stessa scrittura. Un pensiero sorge spontaneo: forse nel 1760 a.C. erano più uniti nella comunicazione di quanto lo siamo noi oggi.
Il Codice di Hammurabi è conservato al Louvre di Parigi; una copia si trova al Pergamonmuseum di Berlino.
12-07-2025 - design-art-trends - S. C.
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