Spedizione nel Chott el Jerid. Tunisia
Gente e Motori
Il Chott el Jerid, immensa depressione salata nel sud della Tunisia ai margini del Sahara, rappresentava una delle prove più impegnative per il nostro Ford Transit.
Un territorio apparentemente piatto e uniforme, ma ricco di insidie: lunghi tratti di fondo salino, acqua bassa, fango e terreni instabili capaci di mettere in difficoltà anche veicoli preparati per l’uso fuoristrada.
Il nostro obiettivo era attraversare circa 100 chilometri di guado, seguendo una rotta difficile e poco conosciuta. Nonostante il veicolo non fosse dotato di quattro ruote motrici, il Transit affrontò il percorso dimostrando una sorprendente capacità di adattamento.
La superficie nascosta sotto l’acqua e il sale mise comunque a dura prova il mezzo: alcuni tratti causarono sollecitazioni importanti alle sospensioni, trasformando il viaggio in un autentico collaudo sul campo.
Ma la spedizione non fu soltanto una prova di resistenza. Durante l’attraversamento incontrammo una Land Rover rimasta in panne nel difficile ambiente del Chott. Il nostro veicolo, anziché fermarsi davanti alla difficoltà, intervenne per aiutare il mezzo in difficoltà.
Fu una dimostrazione concreta dello spirito che accompagnava il progetto “Navigazione Terrestre”: portare veicoli progettati per la strada in ambienti estremi, trasformandoli in strumenti di esplorazione, affidabilità e avventura.
Cosa ci lascia la storia?
Erodoto nelle Storie parla delle regioni della Libia (il termine con cui i Greci indicavano gran parte dell’Africa settentrionale), delle popolazioni sahariane e delle difficoltà dei percorsi attraverso territori privi di riferimenti sicuri.
Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia raccoglie molte informazioni geografiche sulla provincia d’Africa e sulle zone desertiche, basandosi su fonti militari, mercantili e geografiche precedenti.
Gente e Motori
Il Chott el Jerid, immensa depressione salata nel sud della Tunisia ai margini del Sahara, rappresentava una delle prove più impegnative per il nostro Ford Transit.
Un territorio apparentemente piatto e uniforme, ma ricco di insidie: lunghi tratti di fondo salino, acqua bassa, fango e terreni instabili capaci di mettere in difficoltà anche veicoli preparati per l’uso fuoristrada.
Il nostro obiettivo era attraversare circa 100 chilometri di guado, seguendo una rotta difficile e poco conosciuta. Nonostante il veicolo non fosse dotato di quattro ruote motrici, il Transit affrontò il percorso dimostrando una sorprendente capacità di adattamento.
La superficie nascosta sotto l’acqua e il sale mise comunque a dura prova il mezzo: alcuni tratti causarono sollecitazioni importanti alle sospensioni, trasformando il viaggio in un autentico collaudo sul campo.
Ma la spedizione non fu soltanto una prova di resistenza. Durante l’attraversamento incontrammo una Land Rover rimasta in panne nel difficile ambiente del Chott. Il nostro veicolo, anziché fermarsi davanti alla difficoltà, intervenne per aiutare il mezzo in difficoltà.
Fu una dimostrazione concreta dello spirito che accompagnava il progetto “Navigazione Terrestre”: portare veicoli progettati per la strada in ambienti estremi, trasformandoli in strumenti di esplorazione, affidabilità e avventura.
Cosa ci lascia la storia?
Erodoto nelle Storie parla delle regioni della Libia (il termine con cui i Greci indicavano gran parte dell’Africa settentrionale), delle popolazioni sahariane e delle difficoltà dei percorsi attraverso territori privi di riferimenti sicuri.
Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia raccoglie molte informazioni geografiche sulla provincia d’Africa e sulle zone desertiche, basandosi su fonti militari, mercantili e geografiche precedenti.