Coca Cola Design e mito
Sicuramente non si tratta di un’invenzione tecnologica, ma resta una grande idea che ha permesso a The Coca-Cola Company di diffondere la celebre bevanda in tutto il mondo dopo la quotazione in borsa del 1919. Dal 1927 la Coca-Cola viene importata anche in Italia.
Possiamo affermare con certezza che la Coca-Cola sia uno dei miti del nostro tempo e, come accade per tutti i miti, c’è sempre chi si accanisce nel parlarne male. Ma perché?
Per molti anni la composizione della Coca-Cola è rimasta segreta, anche se oggi gran parte della sua storia è nota.
La foglia di coca è stata masticata per millenni dalle popolazioni andine per alleviare fame, sete, fatica e mal di montagna. Nel corso del XVI secolo, la produzione di foglie di coca passò da 100 a 1000 tonnellate per soddisfare le esigenze dei lavoratori delle miniere d’argento di Potosí, in Bolivia, situate a 4.090 metri di altitudine e considerate tra le miniere più alte del mondo.
Oggi, nella nuova Costituzione della Bolivia, la coca è stata riconosciuta come “patrimonio culturale” del Paese.
La bevanda a base di coca fu inventata dal farmacista Angelo Mariani, che la chiamò “Vino di Coca”: una miscela di vino e foglie di coca che ottenne grande successo in Europa. Successivamente, il farmacista americano John Stith Pemberton ne adottò la formula, apportando alcune modifiche e utilizzandola come rimedio contro mal di testa e stanchezza. Il nome dato alla bevanda fu “French Wine Coca”.
In seguito, l’alcol venne sostituito con un estratto delle noci di cola, pianta tropicale ritenuta non dannosa per la salute. Dall’unione dei due ingredienti principali — coca e cola — la bibita assunse il nome attuale.
Quando la coca venne bandita, poiché dalla pianta si estrae la cocaina, dagli estratti delle foglie fu eliminato l’alcaloide, mentre le noci di cola continuarono a essere utilizzate.
La formula e i diritti commerciali furono poi acquistati da Asa Candler, imprenditore che fondò The Coca-Cola Company.
Sicuramente non si tratta di un’invenzione tecnologica, ma resta una grande idea che ha permesso a The Coca-Cola Company di diffondere la celebre bevanda in tutto il mondo dopo la quotazione in borsa del 1919. Dal 1927 la Coca-Cola viene importata anche in Italia.
Possiamo affermare con certezza che la Coca-Cola sia uno dei miti del nostro tempo e, come accade per tutti i miti, c’è sempre chi si accanisce nel parlarne male. Ma perché?
Per molti anni la composizione della Coca-Cola è rimasta segreta, anche se oggi gran parte della sua storia è nota.
La foglia di coca è stata masticata per millenni dalle popolazioni andine per alleviare fame, sete, fatica e mal di montagna. Nel corso del XVI secolo, la produzione di foglie di coca passò da 100 a 1000 tonnellate per soddisfare le esigenze dei lavoratori delle miniere d’argento di Potosí, in Bolivia, situate a 4.090 metri di altitudine e considerate tra le miniere più alte del mondo.
Oggi, nella nuova Costituzione della Bolivia, la coca è stata riconosciuta come “patrimonio culturale” del Paese.
La bevanda a base di coca fu inventata dal farmacista Angelo Mariani, che la chiamò “Vino di Coca”: una miscela di vino e foglie di coca che ottenne grande successo in Europa. Successivamente, il farmacista americano John Stith Pemberton ne adottò la formula, apportando alcune modifiche e utilizzandola come rimedio contro mal di testa e stanchezza. Il nome dato alla bevanda fu “French Wine Coca”.
In seguito, l’alcol venne sostituito con un estratto delle noci di cola, pianta tropicale ritenuta non dannosa per la salute. Dall’unione dei due ingredienti principali — coca e cola — la bibita assunse il nome attuale.
Quando la coca venne bandita, poiché dalla pianta si estrae la cocaina, dagli estratti delle foglie fu eliminato l’alcaloide, mentre le noci di cola continuarono a essere utilizzate.
La formula e i diritti commerciali furono poi acquistati da Asa Candler, imprenditore che fondò The Coca-Cola Company.