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“Il bordo giusto”
Testimonianza di un Comandante a chi cerca ancora una rotta da amare. Nel punto in cui l’arte incontra la scienza nasce una figura complessa. Non si tratta di una professione, né soltanto di competenze apprese. Nessuna accademia insegna davvero a vedere ciò che non esiste ancora. Nessun libro insegna a intuire il futuro prima che arrivi. Detto questo, posso affermare che, nella mia lunga vita professionale, non ho mai seguito un metodo: l’ho creato. Non ho percorso sentieri già tracciati: li ho aperti. Per farlo, ho unito il rigore della ricerca di scienziato – che osserva, misura, deduce e affina – alla potenza della creatività, che intuisce prima di spiegare e vede prima di progettare. Ma tutto questo, da solo, non basta. Senza visione, nulla nasce. Senza emozione, nulla si realizza. Senza esperienza, nulla rimane. Eppure c’è una forza ancora più profonda, che tiene insieme tutto questo: l’amore per il proprio percorso. È solo quando si ama profondamente ciò che si fa che si trova il coraggio di continuare, anche quando non si vede alcun orizzonte. Non si può creare per dovere, né innovare per denaro. La differenza si fa solo quando si lavora con sentimento e dedizione sincera. Per questo, uso la metafora del mare. Davanti al mare aperto, con condizioni meteo difficili, è lì che emerge chi ama davvero ciò che fa. Chi ha corso in regata sa che per arrivare primi conta “fare sempre il bordo giusto”: E' Il motto di Mauro con il quale ho condiviso anni vita e di regate, motto che mi è sempre piaciuto e che in questo testo dedico a Lucio, il mio mentore. E fai davvero il "bordo giusto" solo se ci credi. Solo se lo ami. Talvolta solo se non puoi fare altrimenti. Sergio Coppola Per gli approfondimenti sulle sezioni del sito, cliccare sulle immagini sottostanti. |






